
Vagando a caso sono capitata in una stazione merci, illuminata da molti fari e, camminando, ho cominciato ad osservare le mie ombre. Quella in faccia mi guardava, anche quelle alla mia destra ed alla mia sinistra quando mi giravo ad osservarle, ricambiavano lo sguardo. A quella dietro volgevo la schiena e anche lei me la mostrava. Mi sono divertita a giocare e quando mi sono spostata davanti ad un faro con le due ombre, alla mia sinistra ed alla mia destra, l'impressione è stata che loro si siano potute guardare. Coprivano tutte le direzioni. Di fronte, ai lati, dietro, dipendeva unicamente dalla posizione delle varie luci. A volte erano molto più grandi di me e avevano sicuramente più possibilità di arrivare dove al corpo non è consentito. Non è la prima volta che osservo le mie ombre ma, questa volta ho avuto la netta sensazione che fossero piuttosto loro ad osservare me e che esista un'unica grande ombra, visto che dipende solo dalla quantità delle luci farne emergere diverse.
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