Ricordi
Ricordo un piazzale, la ricreazione, il panettiere arriva con il furgoncino, uno sciamare di bambini che gli corrono incontro, che scelgono, che tornano a giocare.Ricordo una bambina, in un angolo, osserva, aspetta, è finita, sta’ chiudendo le porte e allora si muove, gli va’ incontro e sceglie il suo panino.
Ricordo una città, una vetrina, una bicicletta, il nonno osserva, entra, gliela compra.
Ricordo i suoi fratelli, invidiosi, ricordo lei, triste, non la vuole quella bicicletta, non le interessa, sono la mamma e il papà che vuole, intanto che lei riceveva la bicicletta loro, erano con la mamma e il papà, sempre!
Ricordo un viaggio, è stanca la bambina e la mamma la prende in braccio ma, dormendo dalla bocca le è uscita un po’ di saliva. Ha paura, se la mamma se ne accorge non la prenderà più in braccio.
Ricordo una bambina, si è fatta un panino con il burro ma, invece di cospargerlo con lo zucchero ci ha messo il sale. Si è sbagliata. Non può buttarlo nel secchio, se ne accorgerebbero. Esce in giardino, scava un buco e lo sotterra. E’ salva, non se ne sono accorti.
Ricordo una bambina, si era aggrappata a un mondo, suo nonno. Gli baciava le mani ma, lui non voleva, non era un prete … diceva.
Ricordo una bambina, sola, il nonno se n’è andato. Invocato, ogni notte, da sola, piangendo. Sola, da quel momento e sempre, sola!
Ricordo che troppo piccola e troppo grande nello stesso tempo ha imparato a stare da sola. L’unico che avrebbe potuto insegnarle ad amare se n’era andato e lei non lo ha più imparato. Non conosce l’amore.


2 Comments:
Scusa se posso sembrarti estremo ma non credo ci sia nessuno in grado di insegnare l'amore. Ho vissuto un simile sentimento di sconforto quando mio nonno è morto. Ancor peggio quando è morta mia madre. Ma sono capace di amare, indipendentemente da loro. Perchè sono vita. E lo sei anche tu. Nonostante le paure.
Ciao blackrider72, non so' se qualcuno possa insegnarlo semplicemente dandolo. Io ne ho sicuramente ricevuto molto da mio nonno e molto meno dai miei genitori ma, non è stata colpa loro. Mio padre era occupato altrove e mia madre ne ha ricevuto talmente poco a sua volta che ha dato ciò che è stata in grado di dare. Ultimamente ho conosciuto molte persone che hanno vissuto storie molto peggiori della mia eppure sanno amare, io no. Riesco a commuovermi e a piangere per ingiustizie subite dai bambini o dagli animali ma il mio cuore raramente lacrima per gli adulti. Raramente riesco ad avvicinare qualcuno con sentimento e raramente riesco a considerarmi con sentimento. Il mio cuore è indurito come del resto anche tutto il mio corpo e da qui la malattia. Ora non credo più che sia colpa di qualcuno in particolare ma, piuttosto, che fosse il percorso giusto per me, quello che andava affrontato per crescere. Nè più nè meno. Resta il fatto che ora soffro di questo indurimento perchè lo sento, prima non lo sentivo, mi consideravo una buona e disponibile percui non vi era possibilità di crescita ora, forse, sì.
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